Memorie di viandanti senza meta

Appunti di viaggi più o meno reali nella tragica comicità della vita quotidiana. L'unico obiettivo è ricercare sé stessi scoprendo le proprie radici. Benvenuti viaggiatori d'ogni dove!
sabato, 17 gennaio 2009

Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino? Che bisogno c'è di credere che nasconda delle fate?




La nebbia padana è molto bassa, inumidisce gli animi, offusca i pensieri e, alle volte, rallenta i ragionamenti. E' così che nel giro di un paio di giorni mi sono perso una cattiva, cattivissima notizia: "Dio non esiste", riassumendola in tre magnifiche parole. in realtà già da un po' di tempo ne ero convinto e, bonariamente, cercavo di convincere anche le persone a me più vicine. Qualche giorno fa scopro che l'UAAR (Unione degli Atei ed Agnostici Razionalisti) si è autotassato per poter acquistare uno spazio pubblicitario sugli autobus urbani di Genova (così come è stato già fatto a Barcellona e Washington e come si farà a breve a Saragozza, Bilbao, Siviglia, Madrid e Valencia). Mi è tornato il sorriso, ho pensato tra me e me che, forse, un briciolo di laicità in questo pseudo-stato ecclesiale ancora esiste e persiste. Poi, per incanto, qualche passaggio sui telegiornali, qualche immagine ed articoletto su internet e, sorpresa, 'Dio non esiste', rifiutata la pubblicità. Niente slogan ateo sugli autobus', apprendo dai giornali di ieri... Che delusione, che grossa grossissima delusione. Ancor più grossa una volta letta la motivazione del rifiuto: "Il messaggio della campagna dell'Unione atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno", non rispetterebbe il Codice di autodisciplina pubblicitaria perchè "lesivo delle convinzioni religiose delle persone" e per questo non sono stati concessi gli spazi sugli autobus dell'Amt di Genova." E ancora: "Il messaggio è stato considerato lesivo del combinato di due punti, gli articoli 10 e 46 del Codice. Il primo riguarda le "Convinzioni morali, civili e religiose e la dignità delle persone" che non devono essere offese ed il secondo porta il titolo di "Appelli al pubblico", rafforzando il precedente. "Abbiamo usato la procedura che seguiamo di solito per casi di questo genere. Il messaggio era troppo forte e non ce la siamo sentita. Dobbiamo avere la massima attenzione, visto poi che gestiamo spazi altrui", ha concluso Arlati. Ancora una volta perdiamo una grossa occasione. Ancora una volta dimostriamo come "in Italia si può liberamente ragionare su ogni credo religioso ma non sull’ateismo, considerato alla stregua, se non peggio, della pornografia, mentre i credenti vengono considerati come bambini incapaci di accostarsi liberamente e convintamente alla loro fede, qualunque essa sia” (come ben dice Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell’Internazionale socialista delle donne).


Di recente ho letto un libro bellissimo, meravigliosamente scritto da Richard Dawkins, straordinario etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico. Il titolo? L'illusione di Dio (The God Delusion, 2006), dal quale cito: Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà. Io mi ci ritrovo in pieno, e voi?

P.S.
Il titolo del blog è tratto dalla
La guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams.


postato da andreafe alle ore gennaio 17, 2009 12:14 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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martedì, 28 ottobre 2008

La Gelmini sa fare i... le riforme...???

Di questi tempi è meglio farsi due risate...
postato da andreafe alle ore ottobre 28, 2008 12:14 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
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martedì, 15 aprile 2008

Commedia all'italiana...

Torna a grande richiesta la Commedia all'Italiana. Novità negli attori non protagonisti: la Sinistra ExParlamentare. Silvio dirige nuovamente l'armata Brancaleone confidando in un ricco cast di Soliti Ignoti (o ignobili, a seconda dei gusti). Walter nel ruolo di antagonista buono, l'Umberto in quello di Lazzaro..ne risorto. Alla regia più della metà del popolo italiano... Ci sarà da ridere... Consigliato alle famiglie e a coloro cui piace ingoiare la pillola mensile senza pensarci su troppo. Sconsigliato ai deboli di cuore e agli ex comunisti. C'è il rischio di rimetterci la salute...



Ecco alcune anticipazioni e recensioni sulla stampa di Spagna (1 e 2), Francia e Gran Bretagna (quest'ultima è spassosissima). Un successo planetario....
domenica, 13 aprile 2008

Le elezioni


Ho scelto il non voto. E' triste, tristissimo... Ma lo è altrettanto l'essere letteralmente costretti a scegliere il meno peggio, il male minore di una banda di politicanti ormai dediti all'occupazione non più simbolica dei loro scranni, appesantiti da deretani ormai infiacchiti. Non è normale un paese come l'Italia. Altrove la Lega Nord sarebbe fuori legge, gli eredi di Mussolini mandati all'eterno confino e, soprattutto, non avremmo CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO (eccone la lista completa) in qualità di nostri rappresentanti (a destra come a sinistra, per tacer del centro...). E' tutto frutto di una politica malata, di un paese troppo spesso disinteressato, di una carta stampata asservita e bloccata da logiche partitico-imprenditorialistiche. Io non mi sento rappresentato da nessuno di lor signori, né riconosco questa legge elettorale quale giusto mezzo al rinnovamento della classe dirigente. Intanto in Spagna Zapatero fa ministre 9 donne contro 8 maschietti... Siamo alla frutta, direbbe qualcuno. No, qui in Italia beviamo già l'ammazzacaffè, per digerire un pasto indigesto ed un caffè amaro, molto amaro. Quel "senso d'ordine e di pulizia" che il buon Gaber chiamava "Democrazia" non c'è più. Probabilmente è utopistico ritenere sia mai concretamente esistito. Ma, quanto meno, la decenza era la misura del democratico confronto politico fino a qualche tempo fa. E se Gaber aveva ragione quando cantava di "una domenica di sole una giornata molto bella, un'aria già primaverile, in cui ti senti più pulito, anche la strada è più pulita, senza schiamazzi e senza suoni, chissà perché non piove mai, quando ci sono le elezioni", allora domani me ne andrò al parco, a respirare un po' d'aria pulita, a godermi il sole e a pensare che quest'incubo dovrà pur finire, o no?

postato da andreafe alle ore aprile 13, 2008 00:44 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
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martedì, 18 marzo 2008

Giuri di dire la verità, nient'altro che la verità..dica

Posto qualcosa di insolito per un viaggiatore. Ma è una sorta di  piacevole divertissement in parole, un meme suggeritomi ed a cui sono stato cordialmente invitato dalla simpaticissima cecilia2day (consiglio di visitare il suo spassosissimo blog). La catenuzza santantoniana fortunatamente non prevede nè sfighe nè ritorsioni, nè contrappassi danteschi. Trattasi solo di confessare l'inconfessabile, di tirar fuori qualche scheletro dall'armadietto con un po' di sana autoironia (chissà quanto farebbe bene a certune persone,  perentorie tacitatrici delle proprie coscienze)... A fine post farò le mie nomination, cinque bloggers cui riproporre il meme. Nella fattispecie mi tocca contare cinque segreti inconfessabili, dico cinque... Quand'è così, che l'orchestra cominci pure che qui si attacca con le danze...
Ecco la Top Five Horror del viandante senza meta...

1. Fino alla veneranda età di 16 anni andavo in chiesa quasi tutte le domeniche e le feste comandate... con l'aggravante di essere stato anche chierichetto (vedi illustrazione in basso)...Lo so, forse non c'è nulla di male (la libera coscienza ci dà possibilità di scelta)... ma per chi mi conosce bene (quelle 10-15 persone) sa bene quanto questo significhi per me... Devo dire grazie al mio prof. di Filosofia se oggi la penso diversamente, mooolto ma mooolto diversamente. Il mio calendario non celebra più i santi, bensì Nietzsche, Marx, Feuerbach, Sartre, Kierkegaard etc. e, soprattutto, la Scienza ed il suo Metodo.


2. Qualcosa di più puerile, ma di cui provo profonda vergogna... Per un brevissimo tempo della mia vita (quantificabile in una stagione calcistica) ho tifato Juve... E si badi che lo confesso con gran dolore, sicuro di lasciare sbigottiti molti miei conoscenti. Ma ho delle attenuanti valide: a) avevo pochi anni e altrettanta materia grigia; b) ho vissuto la mia infanzia circondato da juventini in casa, naturalmente avidi nell'intorbidare la mia fragile mente con lussuriose promesse di sicure e molteplici vittorie europee ;  c) vedevo il mondo in una eterna lotta, in un'inevitabile dicotomia tra il bianco ed il nero, sicchè (ignaro dell'esistenza di Ascoli ed Udinese) mi venne di getto simpatizzare per la Vecchia Signora... Ma si sa, la saggezza e l'acume si raggiungono solo in età avanzata e si finisce spesso per appoggiare la causa non già degli ultimi, bensì dei più sfigati. Sicchè la mia "fede" trovò linfa nei colori nerazzuri, vittima sacrificale di un destino avverso per circa un ventennio... Alla lunga, però, ne siam brillantemente venuti fuori.. Ma questo è altro e più impegnativo discorso..



3. Non so se farne un vanto, o considerarlo dimostrazione di una proverbiale quanto prematura tempesta ormonale ma io, a 12-13 anni, oltre ad essere il più alto della classe, ero anche l'unico che si faceva la barba. Beninteso, non frequentavo il barbiere con assidua frequenza fumando la mia pipa d'ordinanza nell'attesa del mio turno e discutendo di politica locale da "mestr' Martin", ma ho dovuto chiedere delucidazioni al capo famiglia sull'arte gillettiana in un epoca in cui i miei coetanei dissimulavano brillantemente il reale interesse per le macchinine fingendo di rivolgere smaniose attenzioni alle pulzelle che cominciavano a turbare i nostri inquieti sonni. Ricordo che in gita di terza media portavo nel mio armamentario da bagno, lametta, schiuma e pennello. Insomma, un'artista precoce della rasatura...


4. In tema di tempeste ormonali e dintorni...  ho spudoratamente mentito sulla mia età. Come corollario del terzo segreto di Fatima (..ehm..no mi sa che mi sono confuso), l'aspetto maturo, conseguenza delle frequentazioni degli amici Gillette, Wilkinson e Bic, mi conferiva una certa età decisamente diversa da quella anagrafica (come indicato dalla Repubblica Italiana nella mia carta di identità). E, si sa, l'occasione fa l'uomo ladro ed Arlecchino... In vacanzo studio a Londra per raggiunti meriti scolastici (non d'età...) conobbi tal Rita (o qualcosa di simile) dell'alto Lazio, procace diciottenne dalle idee molto più chiare delle mie e filologa (amante delle altrui lingue) di indiscusso valore. Fatta una breve conoscenza, dimostrata la mia maturità ed esperienza del mondo le confessai di avere 18 anni (2 in più del vero) pur di poter attirare la sua "attenzione" (chiamiamola così...). Inutile contare il finale della storia... Ricorderò solo che un giorno, lasciatole in momentanea custodia il mio leggerissimo portafogli, ne cadde fuori la suddetta carta d'identità e.. sorpresa: il re era finalmente nudo. Ne rimase una bella, bellissima amicizia.. terminata di lì a qualche giorno...


5. Last but not least... una citazione da Oscar Wilde che ben descrive uno dei miei modi d'essere: "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni." Ebbene sì, mi lascio irretire facilmente. Non dal denaro o dal facile guadagno, beninteso... Ma ad una sana quanto folle proposta difficilmente dico di no... E se lo faccio, vuol dire che sto veramente male...


Ed ora veniamo alle nominations... (cavolo, mi sa di Grande Fratello...brrrrrr)...
Invito con simpatia a questo divertissement (qualora lo vogliano realmente fare e senza alcun impegno vincolante):


1. Alyssa77
2. Cazzangul
3. Smemorato
4. Frou
5. Nemesis81


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venerdì, 14 marzo 2008

Era solo una battuta...



Caspita, ma perchè non c'ho pensato prima?...Quest'uomo (o, meglio, quest'uovo di pasqua) è un genio. Le mie ansie sul "cosa farò da grande?" sono svanite in una bolla di sapone. Il mio disfattismo sinistrorso, corroborato dall'accesso a certi media (vigliaccamente tutti schierati a Sinistra) vada in malora. Ho deciso: mi sposo una delle figlie di Silvio. Ho scoperto che ne ha tre:
  • Maria Elvira (Milano, 10 agosto 1966), detta Marina, presidente della Fininvest e del gruppo Arnoldo Mondadori Editore;
  • Barbara, (Arlesheim, Svizzera, 30 luglio 1984) (nata durante il precedente matrimonio di Silviuccio), laureata in filosofia, entrata dal settembre 2003 nel Consiglio di Amministrazione della Fininvest e diventata mamma (di Alessandro) il 30 ottobre 2007;
  • Eleonora (Arlesheim, Svizzera, 7 maggio 1986), fondatrice insieme a Barbara ed altri sette amici (piccoli imprenditori crescono) dell'associazione di beneficenza "Milano Young Onlus".
Diciamo che Maria Elvira (detta Marina) è forse quella più papabile, peccato un po' stagionata, fuori dal mio target.. Barbara è già madre e non sono un rovina famiglie, per quanto sia la più carina. Mi resta Eleonora, quasi 22enne. Sono indeciso. Chiederò consiglio a babbo Silvio. Lui sì che di donne se ne intende... senza malizia, beninteso.
postato da andreafe alle ore marzo 14, 2008 11:46 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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giovedì, 21 febbraio 2008

Elezioni e dintorni...



A meno di due mesi dal voto si respira già la solita, pesante, putrida aria di campagna elettorale. Da Destra a Sinistra, passando per l'immacolato Centro si sprecano i moniti, i proclami, le lamentele, le promesse. Tutti pronti a rifarsi una verginità (politica, beninteso), a rinnegare il passato, i precedenti accordi, i "c'eravamo tanto amati". E' il trionfo dell'ipocrisia, dell'ostentazione mediatica di un rinnovato interesse per il bene pubblico, di un elemento di novità in un mare di vecchiume. E' in questi tempi che mi viene più di ogni altra occasione la voglia di scappare, di andarmene su qualche isola deserta, in qualche eremo appenninico, o capanna alpina. E trovare il tempo di riprendere in mano la realtà, di dare il giusto nome alle cose. Ipocrita all'ipocrita, giusto al giusto. Il grande Gaber già precorreva i tempi quando parlava della falsa dicotomia Destra-Sinistra ignorando (o forse inglobando) il Centro. Un capolavoro di realismo in tempi bui, molto ma molto bui....


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giovedì, 07 febbraio 2008

La politica nello stato libero di Bananas

Dopo Tangentopoli, Vallettopoli, Calciopoli, Mastellopoli, Parentopoli, Silenziopoli etc etc etc... direi che l'Italia abbia l'innegabile diritto di registrare un nuovo marchio. Le tanto decantate arti italiche trovano nuovo e rinvigorito splendore nell' ars sistemandi. Se una volta i partiti si reggevano col consenso "comprato" attraverso i finanziamenti "pubblici", oggidì (dopo Craxi & CO., pace all'anima loro, qualora non l'avessero già venduta in precedenza) forte è lo strumento dello scambio di favori. Come dice l'iiluminato Cetto La Qualunque di Albanese "tu mi voti, ti trovo un lavoro e ti sistemo; tu non mi voti, 'ntu u culu a 'tia e tutta a famiglia"....


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giovedì, 17 gennaio 2008

Clemen..za Mastella...

Marco Travaglio è un mito... Ormai mi sbilancio... Ecco cosa scrive a Beppe Grillo sulle vicende odierne:


"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio

postato da andreafe alle ore gennaio 17, 2008 02:41 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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sabato, 12 gennaio 2008

Napule è mille culur...

"Napule è mille culur..." cantava Pino Daniele un po' di tempo fa... Oggi le parole di quella sua bellissima canzone ben descriverebbero i cumuli di sporcizia che occupano le strade campane. Colorate dai sacchetti bianchi, blu, rossi... un arcobaleno di "munnezz"...
Molti cronisti e commentatori hanno sprecato fiumi di inchiostro ad analizzare l'odierna situazione partenopea. Ho scelto gli interventi di Giorgio Bocca e Roberto Saviano. Sono forse quelli che meglio inquadrano il problema e ne riconoscono i confini e le pesanti responsabilità.



Napoli maledetta

di Giorgio Bocca
La spazzatura è l'emblema di una città senza regole. E di una cultura dell'illegalità che rischia di travolgerci tutti

Nel gennaio 2006 quando uscì da Feltrinelli il mio 'Napoli siamo noi', un noto scrittore partenopeo scrisse che ero "una vecchia sciarpa littoria carica di nostalgie" e il direttore del 'Mattino' rincarò la dose degli insulti e Raffaele La Capria scrisse che mi ero "troppo sprofondato nella mentalità piccolo settentrionale". Ma a sprofondare è stata in questi giorni Napoli sotto l'immondizia, e il fatto che sia sprofondata come due o quattro anni fa, fa giustizia di queste difese d'ufficio di Napoli vittima del nord egoista. Nelle interviste tv ai napoletani che impediscono la riapertura delle discariche di Pianura si è ancora sentito qualcuno dire che "le immondizie ce le mandano giù i settentrionali", ma anche un bambino sa che le cose stanno diversamente. Napoli, la Napoli della povertà, è diventata come le altre città italiane un luogo di consumismo moderno intensissimo e senza regole e non ha saputo o potuto fargli fronte, lo ha subito come una slavina che tutto copre e soffoca. Vizi antichi spesso pittoreschi e tollerabili accumulandosi sono diventati intollerabili, la mitica armonia napoletana fra la natura stupenda e la città 'intelligente' pronta agli adattamenti e ai rimedi, si è arresa di fronte alla colata incontenibile dei rifiuti e delle confezioni.
La tolleranza totale che torna fra le cause del disastro non è una novità. Parlare di tolleranza zero a Napoli è ignorare la storia. A palazzo di giustizia, quando arrivò da Palmi il procuratore Agostino Cordova si vendevano sigarette, registrazioni di film, magliette d'autore contraffatte: era il mercato nel tempio. Cordova lo spazzò via, e non glielo hanno perdonato. L'igiene a Napoli nei secoli era sconosciuta, si cuocevano i maccheroni per strada, la pizza nei sottoscala. Tutto abusivo, tutto liberamente venduto: per anni in centro si è tenuto il famoso mercatino della merce rubata nei depositi americani, non era una vergogna, ma un'attrattiva locale. Oggi si vendono dovunque borse griffate e programmi informatici, registrazioni di film e tutti lavorano tranquillamente in nero. Napoli è l'unica città dove anche l'artigianato più rispettabile, come il presepe, è prodotto in nero. È la città dove i politici rei confessi di corruzione non solo vengono perdonati, ma tornano al potere. Ma fu per questo che intitolai il mio saggio 'Napoli siamo noi': perché anche da noi, in tutta Italia, i condannati per violenza o truffa politica, i deputati o i ministri ladroni, sono stati riammessi nelle direzioni dei partiti o nei pubblici uffici. A Napoli la faccenda era più spavalda, regnava a Napoli negli anni Novanta il ministro Cirino Pomicino. Costui, l'11 marzo 1990, si presentò con un seguito di amici alla sede della Rai e annunciò festosamente: "Guaglio', mo' trasimme tutti quanti, la Rai è di tutti, non è vero?", per vedere una partita di calcio del Napoli.
I napoletani non sono tutti camorristi, ma hanno fatto proprio il linguaggio camorrista. Nelle intercettazioni della polizia ricorrono linguaggi cifrati: "Mi mandi venti chili di mele", "passi dal mio segretario per quantificare", "mi scusi se l'hanno già disturbata, ma adesso tocca a me". Un deputato dei Ds, Isaia Sales, ha scritto di questo costume napoletano: "Il potere politico è diventato il regolatore quasi assoluto della vita sociale ed economica di grandi aree, le sue regole sono diventate le regole dell'economia, qualcosa di simile a ciò che accade nei paesi dell'est". A Napoli è possibile tutto: lo psichiatra Ceravolo ha inventato una maglietta con su stampata una finta cintura di sicurezza, e assicura di averne vendute molte. Ma non facciamoci illusioni: Napoli ormai siamo noi, i nostri consumi culturali non fanno una gran differenza, sono la poltiglia di familismo, violenza, maschilismo, superstizione, pornografia con l'ossessione consumistica come unico criterio di giudizio. Il consumismo ha travolto con le sue immondizie le ultime resistenze civili di Napoli. Ma tutto il Paese è a rischio. Si è scritto di Napoli: "Nella città convivono due classi, i letterati e il popolo", i letterati, gli intellettuali, si spartiscono i pubblici uffici, governano un popolo di cui Guido Dorso diceva: "Una plebe non ancora uscita dal limbo della storia, abbrutita dalla tradizione e dalla miseria". Questa plebe sopravvive nei cento mestieri umili, 'spiccia faccende', piccola manovalanza che non può contare su un reddito regolare, da cui deriva la voglia di sopravvivere alla miseria, di sopportare la miseria che è all'origine della tolleranza generale: tutto deve essere permesso affinché tutti possano vivere.  [continua...]


J'accuse dell'autore di Gomorra: la tragedia
è che Napoli si sta rassegnando all'avvelenamento

Imprese, politici e camorra
ecco i colpevoli della peste

Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre
la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni
di ROBERTO SAVIANO


È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi.
E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.
Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%.
Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia. Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio.
Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi.  [continua...]

(Copyright 2008 by Roberto Saviano. Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency)
postato da andreafe alle ore gennaio 12, 2008 13:05 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Chi è il viandante senza meta

Utente: andreafe
Nome: Viandante SenzaMeta
In perenne ricerca del nuovo, del diverso, il viandante senza meta scopre solo dopo lungo peregrinare la sua reale destinazione...Si rende conto che dell'albero della vita ha sempre guardato il tronco e la chioma, dimenticandone la parte vitale: le Radici....


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