Memorie di viandanti senza meta

Appunti di viaggi più o meno reali nella tragica comicità della vita quotidiana. L'unico obiettivo è ricercare sé stessi scoprendo le proprie radici. Benvenuti viaggiatori d'ogni dove!
sabato, 17 gennaio 2009

Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino? Che bisogno c'è di credere che nasconda delle fate?




La nebbia padana è molto bassa, inumidisce gli animi, offusca i pensieri e, alle volte, rallenta i ragionamenti. E' così che nel giro di un paio di giorni mi sono perso una cattiva, cattivissima notizia: "Dio non esiste", riassumendola in tre magnifiche parole. in realtà già da un po' di tempo ne ero convinto e, bonariamente, cercavo di convincere anche le persone a me più vicine. Qualche giorno fa scopro che l'UAAR (Unione degli Atei ed Agnostici Razionalisti) si è autotassato per poter acquistare uno spazio pubblicitario sugli autobus urbani di Genova (così come è stato già fatto a Barcellona e Washington e come si farà a breve a Saragozza, Bilbao, Siviglia, Madrid e Valencia). Mi è tornato il sorriso, ho pensato tra me e me che, forse, un briciolo di laicità in questo pseudo-stato ecclesiale ancora esiste e persiste. Poi, per incanto, qualche passaggio sui telegiornali, qualche immagine ed articoletto su internet e, sorpresa, 'Dio non esiste', rifiutata la pubblicità. Niente slogan ateo sugli autobus', apprendo dai giornali di ieri... Che delusione, che grossa grossissima delusione. Ancor più grossa una volta letta la motivazione del rifiuto: "Il messaggio della campagna dell'Unione atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno", non rispetterebbe il Codice di autodisciplina pubblicitaria perchè "lesivo delle convinzioni religiose delle persone" e per questo non sono stati concessi gli spazi sugli autobus dell'Amt di Genova." E ancora: "Il messaggio è stato considerato lesivo del combinato di due punti, gli articoli 10 e 46 del Codice. Il primo riguarda le "Convinzioni morali, civili e religiose e la dignità delle persone" che non devono essere offese ed il secondo porta il titolo di "Appelli al pubblico", rafforzando il precedente. "Abbiamo usato la procedura che seguiamo di solito per casi di questo genere. Il messaggio era troppo forte e non ce la siamo sentita. Dobbiamo avere la massima attenzione, visto poi che gestiamo spazi altrui", ha concluso Arlati. Ancora una volta perdiamo una grossa occasione. Ancora una volta dimostriamo come "in Italia si può liberamente ragionare su ogni credo religioso ma non sull’ateismo, considerato alla stregua, se non peggio, della pornografia, mentre i credenti vengono considerati come bambini incapaci di accostarsi liberamente e convintamente alla loro fede, qualunque essa sia” (come ben dice Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell’Internazionale socialista delle donne).


Di recente ho letto un libro bellissimo, meravigliosamente scritto da Richard Dawkins, straordinario etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico. Il titolo? L'illusione di Dio (The God Delusion, 2006), dal quale cito: Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà. Io mi ci ritrovo in pieno, e voi?

P.S.
Il titolo del blog è tratto dalla
La guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams.


postato da andreafe alle ore gennaio 17, 2009 12:14 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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martedì, 28 ottobre 2008

La Gelmini sa fare i... le riforme...???

Di questi tempi è meglio farsi due risate...
postato da andreafe alle ore ottobre 28, 2008 12:14 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
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martedì, 15 aprile 2008

Commedia all'italiana...

Torna a grande richiesta la Commedia all'Italiana. Novità negli attori non protagonisti: la Sinistra ExParlamentare. Silvio dirige nuovamente l'armata Brancaleone confidando in un ricco cast di Soliti Ignoti (o ignobili, a seconda dei gusti). Walter nel ruolo di antagonista buono, l'Umberto in quello di Lazzaro..ne risorto. Alla regia più della metà del popolo italiano... Ci sarà da ridere... Consigliato alle famiglie e a coloro cui piace ingoiare la pillola mensile senza pensarci su troppo. Sconsigliato ai deboli di cuore e agli ex comunisti. C'è il rischio di rimetterci la salute...



Ecco alcune anticipazioni e recensioni sulla stampa di Spagna (1 e 2), Francia e Gran Bretagna (quest'ultima è spassosissima). Un successo planetario....
martedì, 18 marzo 2008

Giuri di dire la verità, nient'altro che la verità..dica

Posto qualcosa di insolito per un viaggiatore. Ma è una sorta di  piacevole divertissement in parole, un meme suggeritomi ed a cui sono stato cordialmente invitato dalla simpaticissima cecilia2day (consiglio di visitare il suo spassosissimo blog). La catenuzza santantoniana fortunatamente non prevede nè sfighe nè ritorsioni, nè contrappassi danteschi. Trattasi solo di confessare l'inconfessabile, di tirar fuori qualche scheletro dall'armadietto con un po' di sana autoironia (chissà quanto farebbe bene a certune persone,  perentorie tacitatrici delle proprie coscienze)... A fine post farò le mie nomination, cinque bloggers cui riproporre il meme. Nella fattispecie mi tocca contare cinque segreti inconfessabili, dico cinque... Quand'è così, che l'orchestra cominci pure che qui si attacca con le danze...
Ecco la Top Five Horror del viandante senza meta...

1. Fino alla veneranda età di 16 anni andavo in chiesa quasi tutte le domeniche e le feste comandate... con l'aggravante di essere stato anche chierichetto (vedi illustrazione in basso)...Lo so, forse non c'è nulla di male (la libera coscienza ci dà possibilità di scelta)... ma per chi mi conosce bene (quelle 10-15 persone) sa bene quanto questo significhi per me... Devo dire grazie al mio prof. di Filosofia se oggi la penso diversamente, mooolto ma mooolto diversamente. Il mio calendario non celebra più i santi, bensì Nietzsche, Marx, Feuerbach, Sartre, Kierkegaard etc. e, soprattutto, la Scienza ed il suo Metodo.


2. Qualcosa di più puerile, ma di cui provo profonda vergogna... Per un brevissimo tempo della mia vita (quantificabile in una stagione calcistica) ho tifato Juve... E si badi che lo confesso con gran dolore, sicuro di lasciare sbigottiti molti miei conoscenti. Ma ho delle attenuanti valide: a) avevo pochi anni e altrettanta materia grigia; b) ho vissuto la mia infanzia circondato da juventini in casa, naturalmente avidi nell'intorbidare la mia fragile mente con lussuriose promesse di sicure e molteplici vittorie europee ;  c) vedevo il mondo in una eterna lotta, in un'inevitabile dicotomia tra il bianco ed il nero, sicchè (ignaro dell'esistenza di Ascoli ed Udinese) mi venne di getto simpatizzare per la Vecchia Signora... Ma si sa, la saggezza e l'acume si raggiungono solo in età avanzata e si finisce spesso per appoggiare la causa non già degli ultimi, bensì dei più sfigati. Sicchè la mia "fede" trovò linfa nei colori nerazzuri, vittima sacrificale di un destino avverso per circa un ventennio... Alla lunga, però, ne siam brillantemente venuti fuori.. Ma questo è altro e più impegnativo discorso..



3. Non so se farne un vanto, o considerarlo dimostrazione di una proverbiale quanto prematura tempesta ormonale ma io, a 12-13 anni, oltre ad essere il più alto della classe, ero anche l'unico che si faceva la barba. Beninteso, non frequentavo il barbiere con assidua frequenza fumando la mia pipa d'ordinanza nell'attesa del mio turno e discutendo di politica locale da "mestr' Martin", ma ho dovuto chiedere delucidazioni al capo famiglia sull'arte gillettiana in un epoca in cui i miei coetanei dissimulavano brillantemente il reale interesse per le macchinine fingendo di rivolgere smaniose attenzioni alle pulzelle che cominciavano a turbare i nostri inquieti sonni. Ricordo che in gita di terza media portavo nel mio armamentario da bagno, lametta, schiuma e pennello. Insomma, un'artista precoce della rasatura...


4. In tema di tempeste ormonali e dintorni...  ho spudoratamente mentito sulla mia età. Come corollario del terzo segreto di Fatima (..ehm..no mi sa che mi sono confuso), l'aspetto maturo, conseguenza delle frequentazioni degli amici Gillette, Wilkinson e Bic, mi conferiva una certa età decisamente diversa da quella anagrafica (come indicato dalla Repubblica Italiana nella mia carta di identità). E, si sa, l'occasione fa l'uomo ladro ed Arlecchino... In vacanzo studio a Londra per raggiunti meriti scolastici (non d'età...) conobbi tal Rita (o qualcosa di simile) dell'alto Lazio, procace diciottenne dalle idee molto più chiare delle mie e filologa (amante delle altrui lingue) di indiscusso valore. Fatta una breve conoscenza, dimostrata la mia maturità ed esperienza del mondo le confessai di avere 18 anni (2 in più del vero) pur di poter attirare la sua "attenzione" (chiamiamola così...). Inutile contare il finale della storia... Ricorderò solo che un giorno, lasciatole in momentanea custodia il mio leggerissimo portafogli, ne cadde fuori la suddetta carta d'identità e.. sorpresa: il re era finalmente nudo. Ne rimase una bella, bellissima amicizia.. terminata di lì a qualche giorno...


5. Last but not least... una citazione da Oscar Wilde che ben descrive uno dei miei modi d'essere: "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni." Ebbene sì, mi lascio irretire facilmente. Non dal denaro o dal facile guadagno, beninteso... Ma ad una sana quanto folle proposta difficilmente dico di no... E se lo faccio, vuol dire che sto veramente male...


Ed ora veniamo alle nominations... (cavolo, mi sa di Grande Fratello...brrrrrr)...
Invito con simpatia a questo divertissement (qualora lo vogliano realmente fare e senza alcun impegno vincolante):


1. Alyssa77
2. Cazzangul
3. Smemorato
4. Frou
5. Nemesis81


postato da andreafe alle ore marzo 18, 2008 02:39 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
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giovedì, 07 febbraio 2008

La politica nello stato libero di Bananas

Dopo Tangentopoli, Vallettopoli, Calciopoli, Mastellopoli, Parentopoli, Silenziopoli etc etc etc... direi che l'Italia abbia l'innegabile diritto di registrare un nuovo marchio. Le tanto decantate arti italiche trovano nuovo e rinvigorito splendore nell' ars sistemandi. Se una volta i partiti si reggevano col consenso "comprato" attraverso i finanziamenti "pubblici", oggidì (dopo Craxi & CO., pace all'anima loro, qualora non l'avessero già venduta in precedenza) forte è lo strumento dello scambio di favori. Come dice l'iiluminato Cetto La Qualunque di Albanese "tu mi voti, ti trovo un lavoro e ti sistemo; tu non mi voti, 'ntu u culu a 'tia e tutta a famiglia"....


postato da andreafe alle ore febbraio 07, 2008 00:33 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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giovedì, 17 gennaio 2008

Clemen..za Mastella...

Marco Travaglio è un mito... Ormai mi sbilancio... Ecco cosa scrive a Beppe Grillo sulle vicende odierne:


"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio

postato da andreafe alle ore gennaio 17, 2008 02:41 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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giovedì, 27 dicembre 2007

2008... l'anno che verrà...

Michele Serra non è uno sconosciuto. E' una delle penne più taglienti d'Italia, autore teatrale e curatore di intelligenti programmi televisivi ("Che tempo che fa", su tutti). Gestisce alcune simpatiche e satiriche rubriche su Repubblica e L'Espresso. Da quest'ultimo è tratto l'intervento che segue... Incrociamo le dita...

Grideremo al miracolo

di Michele Serra
Il doppio mento e le occhiaie di Berlusconi. Il centrosinistra che si dà alla ristorazione. La lettera della Binetti. La metamorfosi di leghisti e cocainomani
 
Il 2008 sarà ricordato, in Italia, come l'anno dei miracoli. Qualcosa di totalmente inatteso (un intervento soprannaturale? Un raggio alieno? O addirittura il manifestarsi della Coscienza?) interverrà a modificare le persone e i loro comportamenti.

Silvio Berlusconi
tornerà in piazza San Babila. Zittirà con un gesto della mano la folla osannante. "C'è poco da osannare, somari", dirà con voce pacata. "Smettetela di umiliarvi genuflettendovi ai piedi dell'uomo più ricco del Paese. Non è una cosa sana né intelligente. Sono venuto qui a scusarmi per il tempo che vi ho fatto perdere, raccontandovi balle incredibili come i dieci milioni di firme ai gazebo. Più difficile sarà trovare a mia volta la forza di scusare voi, che avete creduto alle mie bugie con tanta cecità da avere indotto perfino me a credere di avere detto la verità. Voi avete costantemente assecondato la mia vanità, confondendomi. Mi avete adulato invece di consigliarmi e correggermi, avete applaudito ogni infima idiozia uscitami di bocca. Vergognatevi. Vi saluto tutti, vado a godermi la mia catasta di sesterzi in una località segreta, ho deciso di appartenere unicamente a me stesso e non a quella folla di servi che siete. Giocherò a ramino e guarderò il dottor House con i miei amici e le mie famiglie. Da questo momento non ho più niente da dirvi. Ma ho ancora una cosa da fare".
E con una mossa rapida, impercettibile, sviterà il grosso bullone che dietro la nuca gli tiene inchiavardato il lifting. Mentre un incredulo, infinito "oooooohhhh" della folla echeggerà per la piazza, la faccia di Berlusconi collasserà soavemente. Bonarie guance da vecchio dondoleranno, rughe profonde formeranno un sorriso vero al posto del ghigno scolpito dal bisturi. Doppio mento, bargigli, occhiaie, la vera faccia di Berlusconi è una sorpresa sbalorditiva: assomiglia a Aldo Fabrizi durante le sue ultime esibizioni. Il grottesco cranio ridotto ai minimi termini che il poveruomo si era auto-inflitto per anni sarà solo un triste ricordo. Abbandonando la piazza, non saluterà le signore e non accarezzerà i bambini. "Salutatevi da soli, tra di voi. Si fa più fatica ma si impara a confidare nelle proprie forze. Il prossimo che arriva e vi dice che è l'uomo della provvidenza, prendetelo a calci nel culo. Adios!". Nessuno ne avrà più notizie.
Gli esponenti del centrosinistra si riuniranno di nuovo, ma non in uno di quei pletorici manieri con chiostro e cipressi dove si sono rinchiusi nelle ultime adunate. Si vedranno in una fabbrica dismessa, seduti su vecchi pneumatici, putrelle arrugginite, nel malinconico splendore del Vuoto postindustriale. Per ogni morto sul lavoro si daranno una mazzata sul piede, ridendo di se stessi, piangendo e strillando "che dolore". Conteranno il numero dei loro partiti e rideranno ancora più forte. "Ma come accidenti abbiamo potuto mettere insieme tredici partiti? Tre-di-ci!". "Quattordici!", griderà lietamente il senatore Turigliatto entrato in quel momento, "per farvi uno scherzo ne ho fondato uno tutto da solo, l'ho chiamato 'Sinistra critica', si ispira a Trotzky.". Al nome di Trotzky, un rissoso rivoluzionario russo di un secolo fa, morto in un regolamento di conti tra cosche politiche rivali, l'ilarità si farà travolgente. "L'esistenza dei trotzkisti", noterà pensieroso, una volta cessate le risate, lo stesso senatore Turigliatto, "ha la stessa, impetuosa attualità che avrebbe l'esistenza di un partito cavourriano, o bonapartista, o filoprussiano. Che ne direste di azzerare tutto, dimenticarci di noi stessi, rifarci una vita nella ristorazione o nel gioco delle bocce?".
La mozione Turigliatto passerà per acclamazione.
La senatrice Binetti scriverà una lettera aperta agli italiani, e specialmente agli elettori e agli iscritti del Partito democratico. "Ho forti convinzioni morali, e me ne vanto. Infliggo a me personalmente, giorno dopo giorno, le restrizioni e i patimenti che derivano dalla mia fede religiosa e dal mio percorso spirituale. Ma non mi permetterai mai di pretendere che altri debbano subire, anche in minima parte, le conseguenze delle mie opinioni e delle mie scelte. Guai a chi impone ad altri la propria fede. Guai a chi pretende di conformare la vita pubblica alle proprie inclinazioni private. Se una cosa bella e intensa come la religione rischia di diventare odiosa, è proprio per questa confusione dolosa e colpevole tra convinzione individuale e costrizione sociale". Atei e libertini di tutta Italia, entusiasti, le regaleranno cilici di tutte le fogge, messali e rosari, in segno di amicizia ed eterna alleanza tra diversi e rispettosi.
I sindaci del Nord-Est, rovistando in vecchi bauli di casa, scopriranno di essere nipoti di emigranti. Troveranno vecchie fotografie di braccianti analfabeti, facce pellagrose, gente che a quarant'anni pareva vecchia e a cinquanta decrepita. Affacciandosi alla finestra, scopriranno con un certo sgomento che molte facce da poveri e da cenciosi degli immigrati arabi e slavi, somigliano molto a quelle dei nostri avi migranti. Come in un film di Frank Capra, qualcuno di questi sindaci uscirà per la strada correndo, e cercherà di abbracciare uno per uno gli immigrati sotto la classica nevicata. E solo per gentilezza gli immigrati, sbigottiti, eviteranno di chiedergli "scusi, lei è per caso scemo?".
Altri si limiteranno a ritirare almeno qualcuna delle ordinanze classiste e razziste che identificano nel povero e nello straniero il criminale. Tutti, comunque, avranno introdotto il beneficio del dubbio nel loro rabbioso accanimento. Si dirà 'Nord-Est', d'ora in poi, per indicare il luogo nel quale massimo è lo sforzo di integrazione, e la pietà cristiana sarà almeno all'altezza delle statistiche sul numero delle Messe, e delle processioni con Vergini e Santi.
Ma i più sconvolgenti e repentini mutamenti si verificheranno nel costume e nei comportamenti di massa. La comunità dei cocainomani milanesi, riunita in corso Como, scenderà dai gipponi e dalle smartine, dalle Audi e dalle Golf nere, e ascolterà rapita l'omelia di un giovane buttafuori, in piedi sulla sua Cayenne. "Mi sono guardato bene allo specchio, stamattina. E mi sono accorto di avere messo su, negli anni, quel tipo di faccia, quel tipo di modi, quel tipo di aspirazioni sociali che in genere definiscono perfettamente il normotipo della Testa di Cazzo. Saranno le lenti a specchio anche quando dormo e faccio la doccia, sarà la faccia di terracotta a furia di lampade e di fondotinta, saranno i miei vestitini firmati che trasformerebbero anche un mistico tibetano nel più trucido dei burini. Sarà che non mi facevo di coca e di beveroni schifosi da almeno dodici ore e dunque un barlume di comprendonio si stava lentamente riaccendendo. Fatto sta che all'improvviso mi sono domandato: perché sono diventato una testa di cazzo? E soprattutto: sono obbligato a esserlo per tutta la vita? Fratelli! Ribelliamoci al nostro destino!".
E centinaia, migliaia di giovani come lui correranno a guardarsi allo specchio e si diranno l'un l'altro: "Effettivamente, dovessi dire che cosa sembro, sembro proprio una testa di cazzo.". E da quel giorno cambieranno vita. Anche se ci vorranno parecchi anni per cambiare faccia.
postato da andreafe alle ore dicembre 27, 2007 20:29 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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giovedì, 27 dicembre 2007

8 per mille e dintorni...

Un po' di controinformazione non guasta mai. Aprite gli occhi e teneteli ben spalancati....
Per ulteriori info rimando al sito dell'UAAR, c'è da perderci giornate intere a leggerlo tutto...


Otto per Mille

Anche se non firmi, finanzi la Chiesa cattolica (e altri)

COSA SIGNIFICA “OTTO PER MILLE”?

Con il Concordato del 1929 lo stato italiano si impegnò a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della congrua. Ritenendolo datato, nell’ambito delle trattative per il “nuovo” Concordato si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico e trasparente in quanto allargato alle altre religioni: lo stato decideva di devolvere l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.

IL TESTO DELLA LEGGE

L’otto per mille è normato dalla legge 222/85.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO?

Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.

In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.

Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.

Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che NON fa la chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.

ECCO PERCHÉ È IMPORTANTE COMPILARE QUESTA SEZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.

Qualora il contribuente non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione, può comunque effettuare ugualmente la scelta della destinazione dell’8 per mille consegnando il CUD in una busta chiusa agli enti preposti alla raccolta (poste, banche etc…).

LA DISTRIBUZIONE DEL GETTITO

Il Ministero delle Finanze, già restìo a fornire statistiche in merito (comunica i dati alle sole confessioni religiose, che ne danno notizia con estrema riluttanza), è peraltro estremamente lento nel diffondere i dati. Le ultime comunicazioni ufficiali e definitive si riferiscono incredibilmente alle dichiarazioni dei redditi del 2003 (redditi 2002).

Questa la distribuzione:

89,16% Chiesa Cattolica
8,38% Stato
0,55% Valdesi
0,39% Comunità Ebraiche
0,27% Luterani
0,22% Avventisti del settimo giorno
0,39% Comunità Ebraiche
0,07% Assemblee di Dio in Italia

Si noti che, in tale occasione, su oltre trenta milioni di contribuenti solamente il 39,52% ha espresso un’opzione: solo il 35,24% della popolazione, quindi, ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica. Per dare un’idea dell’enormità della cifra corrisposta grazie a questo meccanismo, la Conferenza Episcopale ha disposto nel 2006 di contributi per 930 milioni di euro.

COME VENGONO SPESI QUESTI SOLDI?

  • CHIESA CATTOLICA
    Nato come meccanismo per garantire il sostentamento del clero, tale voce è diventata, percentualmente, sempre meno rilevante (il 36,1% del totale). Parrebbe infatti che la Chiesa cattolica prediliga destinare i fondi ricevuti dallo Stato alle cosiddette “esigenze di culto” (42,9%): finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, e alla costruzione di nuove chiese, manutenzione dei propri immobili e gestione del proprio patrimonio. Ovvio che non vedremo mai alcuno spot su queste tematiche: ai tanto strombazzati aiuti al terzo mondo, cui è dedicata quasi tutta la pubblicità cattolica, va - guarda caso - solo l’8,6% del gettito. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.8xmille.it nel quale, cliccando di seguito sulle sezioni “rendiconto” e “scelte per la chiesa cattolica”, si accede a una pagina che riporta le percentuali di scelta di fantomatici contribuenti senza specificare se siano la totalità o si tratti solo di coloro effettivamente firmano per destinare l’Otto per Mille.
  • STATO
    Lo Stato è l’unico competitore per l’otto per mille che rifiuta di farsi pubblicità. Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet.
  • CHIESA VALDESE
    Rifiuta di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.chiesavaldese.org.
  • LUTERANI
    Una parte dei fondi viene utilizzata per il sostentamento dei pastori. Per maggiori informazioni vai su www.elki-celi.org.
  • COMUNITÀ EBRAICHE
    I fondi sono utilizzati per «…solidarietà sociale, attività culturali, restauro patrimonio storico, sostegno ad attività giovanili, strutture ospedaliere per la cittadinanza, cultura della memoria, lotta a razzismo e pregiudizio». Per maggiori informazioni vai su www.ucei.it.
  • CHIESE AVVENTISTE
    Rifiutano anch’esse di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.avventisti.it.
  • ASSEMBLEE DI DIO
    I fondi sono destinati esclusivamente alle missioni e alla beneficienza. Per maggiori informazioni vai su www.adi-it.org.

PERCHÉ ABROGARE IL MECCANISMO?

  • perché il meccanismo doveva essere basato sulla volontarietà, ma la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, questo principio;
  • perché è un finanziamento a fondo perso a favore di confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. Soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale;
  • perché è una partita truccata: a differenza delle confessioni religiose, lo Stato italiano non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all’infanzia svantaggiata, il “cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa»;
  • perché è una partita a cui non tutti possono giocare: sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un’Intesa con lo Stato. Ecco perché la Chiesa, attraverso i parlamentari cattolici, blocca l’accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l’avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di Euro per la Chiesa cattolica.
  • perché è un meccanismo non chiaro, che trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche la persona colta. Un giornalista Rai ha dovuto addirittura scusarsi in diretta per la sua non conoscenza del meccanismo;
  • perché lo Stato, erogando questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.

MA SI PUÒ ABROGARE? O NON PAGARE? E COME?

L’Associazione per lo Sbattezzo ha lanciato da diversi anni un’iniziativa per l’obiezione fiscale: maggiori informazioni sul loro sito.

L’UAAR ha anch’essa più volte criticato e chiesto modifiche alla normativa: resta il fatto che un cambiamento è fattibile solo attraverso una modifica della legge.

ALTRI CONTRIBUTI STATALI ALLA RELIGIONE CATTOLICA

  • sempre con la dichiarazione dei redditi, è possibile dedurre dal proprio reddito versamenti alle chiese fino all’ammontare di due milioni di vecchie lire, intorno ai mille Euro; in proposito, rileviamo come il numero di offerte per il sostentamento dei sacerdoti sia calato, negli ultimi nove anni, del 14%, con conseguenti minori entrate del 18%;
  • pagamento pensioni al clero: un fondo speciale dal disavanzo perennemente in rosso. Fortunatamente, con la Finanziaria 2000 si è intervenuti almeno su questi, innalzando a 68 anni l’età pensionabile e aumentando i contributi a carico dei sacerdoti;
  • esenzione fiscale totale, comprese imposte su successioni e donazioni, per le parrocchie e gli enti ecclesiastici;
  • pagamenti degli stipendi agli insegnanti di religione, nominati dai vescovi: incidono per più di 1.000 miliardi (delle vecchie lire) sul bilancio statale;
  • finanziamenti alle scuole cattoliche;
  • in varie regioni, parte degli oneri di urbanizzazione a disposizione dei comuni deve essere destinata agli «edifici di culto».
    Non solo. Recentemente sono state stipulate intese ad hoc tra diverse Giunte e Conferenze episcopali regionali che hanno riguardato anche i beni culturali ed ecclesiastici, il turismo religioso e la retribuzione del personale ecclesiastico presente negli ospedali.
  • contributi agli oratorî: concessi da diverse regioni, nel maggio 2001 sono stati presentati due disegni di legge (identici) da parte di alcuni parlamentari dell’UDC. Nel luglio 2003 tali testi, dopo alcune modifiche, sono diventati legge. Contro il provvedimento si sono espressi ben pochi parlamentari: tra i contrari Tiziana Valpiana, la cui dichiarazione di voto contrario alla Camera dei deputati contiene importanti dichiarazioni sulla necessità di una effettiva parità tra credenti e non credenti.

Per un quadro di insieme vai al documento Quanto costa allo stato il finanziamento della chiesa Cattolica, di Marcello Vigli, presente sul nostro sito.

Nell’ambito del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria 2006, il Parlamento ha introdotto l’esenzione ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa (ulteriormente estesa alle associazioni no-profit). Secondo stime dell’ANCI, il provvedimento avrebbe comportato minori entrate per i Comuni nell’ordine di 700 milioni di Euro. Il d.l. 223 del 4 luglio 2006 ha successivamente eliminato tale esenzione. La sua formulazione («Attività di natura esclusivamente commerciale»), tuttavia, di fatto vanifica il provvedimento e mantiene in vigore tale privilegio: è infatti sufficiente che all’interno dell’immobile destinato ad attività commerciale si mantenga una piccola struttura destinata ad attività religiose.

OTTO PER MILLE INFORMATI

Nell’aprile 2007 l’UAAR, prendendo atto della diffusa mancanza di conoscenza del meccanismo tra la popolazione, nonché del completo disinteresse da parte delle istituzioni a porvi rimedio, ha avviato autonomamente una propria campagna di informazione: «Otto per mille informati».

CINQUE PER MILLE

Con la dichiarazione dei redditi 2006 il governo ha introdotto una nuova possibilità: la destinazione del cosiddetto “Cinque per mille” del gettito IRPEF (completamente indipendente dall’Otto per mille).

Nato in origine per finanziare la ricerca scientifica, si è poi inopinatamente allargato ad altri scopi.

In breve, il funzionamento è questo:

  • se il cittadino non sceglie, il cinque per mille della sua IRPEF rimane nel bilancio dello Stato;
  • se il cittadino intende invece “destinare” il suo cinque per mille, può scegliere tra una delle seguenti categorie:
    1. sostegno delle ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) di cui all’art. 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n: 460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, previsti dall’art. 7, commi 1 2 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 460 del 1997;
    2. finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università;
    3. finanziamento agli enti della ricerca sanitaria.
  • il cittadino ha anche la possibilità di indicare un beneficiario specifico. In questo caso deve scrivere il codice fiscale di tale soggetto beneficiario.

Maggiori informazioni, tra cui l’elenco completo dei possibili beneficiari, sono disponibili su una pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate.

DOCUMENTAZIONE SULL’ARGOMENTO

postato da andreafe alle ore dicembre 27, 2007 12:30 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, religione, attualità, potere, comicità

mercoledì, 26 dicembre 2007

Tutto ciò che mi serve per fare una commedia è un parco, un poliziotto e una ragazza carina

Il giorno di Natale di trent'anni fa moriva il più grande genio che la settima arte abbia mai avuto. Sto parlando di Charlie Chaplin, regist-attore di una modernità disarmante per i  suoi tempi. Il miglior modo per ricordarlo è godersi una delle scene più incredibili di "Modern Times - Tempi Moderni"...



Alcune sue celebri affermazioni:
  • Ritengo che se non possiamo ridere di Hitler di tanto in tanto, allora vuol dire che la nostra condizione è peggiore di quella che crediamo. Ridere fa bene, ridere degli aspetti più sinistri della vita persino della morte. La risata è come un tonico, un sollievo, un rimedio per attenuare il dolore.
  • Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi...
  • Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.
  • Tutto ciò che mi serve per fare una commedia è un parco, un poliziotto e una ragazza carina.
  • Ancora più divertente dell'uomo che è stato reso ridicolo è quello che, quando gli succede qualcosa di bizzarro, si rifiuta di ammetterlo e si sforza di mantenere la sua dignità.
  • In fondo, tutto è una farsa



postato da andreafe alle ore dicembre 26, 2007 12:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: cultura, cinema, satira, attualità, comicità, charlie chaplin

venerdì, 30 novembre 2007

Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare...



Tornare in italia dopo una più o meno lunga parentesi all'estero aiuta a guardare la realtà con occhi diversi. Ci si rende ancor più conto della deriva cui ci stiamo lentamente avvicinando... Dalla Spagna il Bel Paese è un miraggio lontano, un porto tranquillo cui tornare senza patemi d'animo, con la sola voglia di rivedere persone, amici e parenti. Poi, appena sbarcato dall'aereo, ti ritrovi catapultato nelle "usanze" italiche, nella nuova vicenda dei Savoia, del nuovo partito di Silvio & Co., degli scandali mastelliani, della perdita dei grandi uomini della nostra cultura, ormai sempre più svilita da quattro imbecilli con dono di onnipresenza sullo schermo di quell'oggetto sacro che è la televisione. Fortuna che poi c'è qualcosa di buono, di genuinamente italiano, qualcosa di cui poter andare fieri. Ieri sera abbiamo (e credo siamo stati in molti a farlo) assistito ad un raro esempio di "alta" cultura. Un grande comico ci ha riportati alle nostre radici, a quei valori che hanno reso celebre nel mondo la nostra millenaria storia culturale. Parlo della lectura dantis di Benigni. Ogni ulteriore commento è superfluo. Faccio solo notare che il "nostro" ha tenuto il palcoscenico per tre ore di fila, senza pausa, senza bisogno di scenografie faraoniche e/o ochette di contorno sculettanti. Ho gioito ad apprendere che la lettura dei canti continuerà, anche se, naturalmente, le esigenze del palinsesto la sposteranno in seconda serata. Si sa, tira più una fiction da due soldi di un po' di sana cultura... Come direbbe il Vate "Ahi serva Italia, di dolore ostello.."


postato da andreafe alle ore novembre 30, 2007 10:36 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: cultura, italia, politica, satira, attualità, dante, silvio, potere, tradizione, comicità, benigni

Chi è il viandante senza meta

Utente: andreafe
Nome: Viandante SenzaMeta
In perenne ricerca del nuovo, del diverso, il viandante senza meta scopre solo dopo lungo peregrinare la sua reale destinazione...Si rende conto che dell'albero della vita ha sempre guardato il tronco e la chioma, dimenticandone la parte vitale: le Radici....


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