Memorie di viandanti senza meta

Appunti di viaggi più o meno reali nella tragica comicità della vita quotidiana. L'unico obiettivo è ricercare sé stessi scoprendo le proprie radici. Benvenuti viaggiatori d'ogni dove!
sabato, 17 gennaio 2009

Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino? Che bisogno c'è di credere che nasconda delle fate?




La nebbia padana è molto bassa, inumidisce gli animi, offusca i pensieri e, alle volte, rallenta i ragionamenti. E' così che nel giro di un paio di giorni mi sono perso una cattiva, cattivissima notizia: "Dio non esiste", riassumendola in tre magnifiche parole. in realtà già da un po' di tempo ne ero convinto e, bonariamente, cercavo di convincere anche le persone a me più vicine. Qualche giorno fa scopro che l'UAAR (Unione degli Atei ed Agnostici Razionalisti) si è autotassato per poter acquistare uno spazio pubblicitario sugli autobus urbani di Genova (così come è stato già fatto a Barcellona e Washington e come si farà a breve a Saragozza, Bilbao, Siviglia, Madrid e Valencia). Mi è tornato il sorriso, ho pensato tra me e me che, forse, un briciolo di laicità in questo pseudo-stato ecclesiale ancora esiste e persiste. Poi, per incanto, qualche passaggio sui telegiornali, qualche immagine ed articoletto su internet e, sorpresa, 'Dio non esiste', rifiutata la pubblicità. Niente slogan ateo sugli autobus', apprendo dai giornali di ieri... Che delusione, che grossa grossissima delusione. Ancor più grossa una volta letta la motivazione del rifiuto: "Il messaggio della campagna dell'Unione atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno", non rispetterebbe il Codice di autodisciplina pubblicitaria perchè "lesivo delle convinzioni religiose delle persone" e per questo non sono stati concessi gli spazi sugli autobus dell'Amt di Genova." E ancora: "Il messaggio è stato considerato lesivo del combinato di due punti, gli articoli 10 e 46 del Codice. Il primo riguarda le "Convinzioni morali, civili e religiose e la dignità delle persone" che non devono essere offese ed il secondo porta il titolo di "Appelli al pubblico", rafforzando il precedente. "Abbiamo usato la procedura che seguiamo di solito per casi di questo genere. Il messaggio era troppo forte e non ce la siamo sentita. Dobbiamo avere la massima attenzione, visto poi che gestiamo spazi altrui", ha concluso Arlati. Ancora una volta perdiamo una grossa occasione. Ancora una volta dimostriamo come "in Italia si può liberamente ragionare su ogni credo religioso ma non sull’ateismo, considerato alla stregua, se non peggio, della pornografia, mentre i credenti vengono considerati come bambini incapaci di accostarsi liberamente e convintamente alla loro fede, qualunque essa sia” (come ben dice Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell’Internazionale socialista delle donne).


Di recente ho letto un libro bellissimo, meravigliosamente scritto da Richard Dawkins, straordinario etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico. Il titolo? L'illusione di Dio (The God Delusion, 2006), dal quale cito: Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà. Io mi ci ritrovo in pieno, e voi?

P.S.
Il titolo del blog è tratto dalla
La guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams.


postato da andreafe alle ore gennaio 17, 2009 12:14 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: cultura, trash, divagazioni, religione, giustizia, scienza, spagna, satira, viaggi e miraggi, news dal mondo, censura, attualità, ateismo, laicità, comicità

venerdì, 02 gennaio 2009

Cavità carsiche sedi di culto nelle Murge Sud-Orientali

"La sacralità di luoghi di culto è spesso correlata a soggetti naturali quali foreste, grandi alberi, monti, grotte ecc. Le grotte hanno rappresentato una soglia fra il mondo conosciuto e l'ignoto.... in tale area il secolare rapporto tra uomo e natura ha favorito il perdurare di suggestioni, anche religiose, alimentate dall'alone di mistero che circonda l'ambiente carsico". Così comincia l'abstract (ovvero il riassunto introduttivo) di una breve nota divulgativa pubblicata su Thalassia Salentina (rivista della Stazione di Biologia Marina di Porto Cesareo) nel vol. 26, suppl. (2003) ed intitolato "Cavità carsiche sedi di culto nelle murge sud-orientali: un patrimonio da salvaguardare"  (Manghisi, Vincenzo - Marsico, Antonella - Simone, Oronzo). Di per sè tale nota avrebbe valore di semplice curiosità per addetti ai lavori se non fosse che cita, a più riprese, il patrimonio storico-paesaggistico cegliese. A pag.273 si trova un'immagine significativa della Grotta di San Michele con una didascalia quanto meno esaustiva "Raffigurazioni sacre quasi illeggibili nella Grotta di San Michele, presso Ceglie Messapica. Molte delle pitture parietali in grotte adibite al culto sono scomparse, anche grazie ad atti di vandalismo".



I buoni propositi del nuovo anno io li ripongo nella speranza di riuscire a sensibilizzare maggiormente la cittadinanza cegliese attiva sull'inestimabile valore ambientale (specie, data la mia formazione, di carattere geologico-geomorfologico) del nostro territorio.
Appuntamento ai prossimi giorni...
martedì, 28 ottobre 2008

La Gelmini sa fare i... le riforme...???

Di questi tempi è meglio farsi due risate...
postato da andreafe alle ore ottobre 28, 2008 12:14 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: trash, divagazioni, satira, salento, attualità, comicità, musica popolare, malcostume, taranta pizzica

lunedì, 25 agosto 2008

Notte della Taranta 2008

Riflessioni sulla Notte della Taranta 2008
di Vincenzo Santoro
domenica 24 agosto 2008

L’edizione 2008 del concertone della Notte della Taranta ha confermato tutta la grande forza di una manifestazione che negli anni è riuscita a conquistarsi un posto di rilievo fra gli eventi spettacolari di proiezione nazionale e internazionale. La kermesse melpignanese, con la sua grande capacità di proiezione mediatica, è sempre di più un potente strumento di promozione del Salento e della Puglia, punta di diamante e allo stesso tempo veicolo di un’immagine fortemente innovativa del nostro territorio, che si sta dimostrando – pur nelle difficoltà della crisi economica in atto - finalmente attrattiva in termini turistici. Agli organizzatori va riconosciuto il merito di aver saputo far crescere la loro “creatura” fino ai clamorosi risultati degli ultimi anni, apportando le dovute correzioni in corso d’opera, ed adattando progressivamente anche il progetto musicale alla natura sempre più di massa dell’evento. Infatti, a partire dalla direzione di Ambrogio Sparagna è stata abbandonata la retorica dell’innovazione e della contaminazione radicale che aveva caratterizzate le prime edizioni, ed è prevalsa, per quanto possibile, una sorta di vocazione “ecumenica” (ce n’è per tutti i gusti: gli “anziani cantori”, i più affermati gruppi di riproposta, la contaminazione, le star locali, nazionali e internazionali...) e ci si è posizionati su un suono “mediano”, che non si distacca mai troppo dal materiale tradizionale, anche se utilizza una grammatica propria di musiche più adatte a eventi di grandi dimensioni. Possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una sapiente via di mezzo fra il grande concerto rock, un festival di Sanremo più raffinato e musicalmente colto e il mega-raduno giovanile, tipo il concerto del primo maggio a Roma. Con una peculiarità determinante e in qualche modo unica (almeno nel panorama nazionale): al centro di tutto c'è una musica "di tradizione" fortemente radicata in un territorio.
Questa impostazione è emersa in grande evidenza nel concertone del 23 agosto scorso, a partire dalla scaletta, appunto molto ecumenica: all’inizio gli interventi di alcuni anziani riconosciuti esponenti della tradizione, poi le “riscritture” ideate da Mauro Pagani, ed eseguite dall’Orchesta, e infine gli interventi degli ospiti. Anche il lavoro del prestigioso “maestro concertatore”, dal punto di vista musicale, mi è parso muoversi in questa direzione, attento a confezionare un prodotto adatto alla natura dell’evento, raffinato il giusto, mai troppo innovativo (anzi…), e soprattutto in grado di rispondere alle aspettative di una piazza decisamente “festaiola”. Dei brani della tradizione, Pagani ha quasi sempre conservato le melodie e le impostazioni vocali “originali” (muovendosi in questo in perfetta continuità con il precedente lavoro di Ambrogio Sparagna), favorendone così la riconoscibilità e l’“orecchiabilità”. Attorno a questa struttura invariata il maestro concertatore ha lavorato di arrangiamenti, inserti e code strumentali, usando una chiave “etno-world” molto raffinata ed elegante, ricca peraltro di citazioni e di rimandi alle sue esperienze precedenti (dal lavoro con De Andrè fino al progressive-rock italiano degli anni ’70). Come in quasi tutte le ultime edizioni, la necessità di “tenere” la piazza ha portato a spingere molto i brani sul piano ritmico e all’adozione di una impostazione molto “rock”, con una batteria debordante e invasiva, cosa che ha avuto come conseguenza la scomparsa di diversi strumenti, a partire dai tamburelli (gran paradosso questo in un evento dedicato ad una musica in cui i tamburelli sono tutto, non c’è che dire).
Il risultato è stato decisamente gradevole, e soprattutto di grande impatto spettacolare, anche se alla lunga forse un po’ ripetitivo (ma il concertone deve durare per forza 7 ore? 5 non bastano?). L’orchestra è parsa all’altezza della situazione nella componente strumentale, ma al solito insufficiente negli interventi vocali, apparsi in troppe occasioni deboli e fuori luogo (con qualche strafalcione e stonatura veramente imbarazzanti).
Una piccola occasione mancata è stata l’esecuzione di “Sidun”, toccante brano scritto originariamente in dialetto genovese da Pagani con Fabrizio De Andrè per il mitico album “Creuza de mä” (che parla del dolore di un padre libanese per la perdita del figlio ucciso da un carro armato del generale Sharon), e presentato in una traduzione in dialetto salentino. Poteva essere un momento topico del concertone, ma l’esecuzione è apparsa troppo delicata e rarefatta (e anche per la verità un po’ incerta) per incontrare il consenso di un pubblico a quel punto in cerca di emozioni sonore ben più forti. È stato comunque un bellissimo gesto da parte di Pagani.
Alla riuscita dell’evento hanno certamente contribuito gli ospiti: Rokià Traorè e Richard Galliano con degli interventi di gran classe, in cui hanno mescolato alcune loro composizioni con le sonorità salentine; gli Apres La Classe e i Sud Sound System con i loro set infuocati, che hanno fatto letteralmente impazzire il pubblico; e infine Caparezza con “Vieni a ballare in Puglia”, vera canzone-manifesto di questa terra, delle sue ricchezze e delle sue contraddizioni. Ma a mio parere la serata ha toccato il suo culmine con l’incredibile esibizione di Vinicio Capossela, che, cappello da "uomo della medicina" in testa, vestito di pelli di capra e con un campanaccio al piede, si è prodotto in una cupa e luciferina versione de “Il ballo di San Vito”, che ha incendiato la piazza dei centomila “vecchi e giovani pizzicati dalla Taranta”, ma ha certamente provocato qualche brivido alla sequela di santi della facciata della chiesa del convento degli Agostiniani.
Un ultimo plauso all’impeccabile organizzazione, capace di gestire un mega-evento del genere senza apparenti problemi e consentendo l’accesso all’area in tempi ragionevoli anche nei momenti di maggiore affluenza: un piccolo miracolo del Sud.
Su www.salentoweb.tv una ampia selezione di articoli e video sulla Notte della Taranta 2008.
venerdì, 22 agosto 2008

Trulli Italian Cones

Ecco un'interessante video (per chi mastica un po' di inglese) pescato in rete e relativo al fenomeno "immobiliare" dei Trulli. "Trulli Italian Cones" è un contributo di 20minuti che descrive abbastanza bene come molti britannici (e non solo) si avvicinino all'acquisto di quest'altissima espressione di architettura rurale tutta nostrana, di Ceglie Messapica e della Valle d'Itria nel suo insieme.



postato da andreafe alle ore agosto 22, 2008 13:05 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: italia, storia, terra, puglia, radici, salento, attualità, brindisi, tradizione, sud , architettura rurale, ceglie messapica, trullo, messapia, pugliesità

mercoledì, 21 maggio 2008

Gomorra e le aiuole verdi...



In questi giorni di caos monnezzaro, di razzismo perbenista, di potenziali crisi diplomatiche con la Spagna, di ipocrisia portata sulla pubblica piazza napoletana trasformata in salotto buono e splendente (dimenticando che nelle viuzze laterali ci sono cumuli e cumuli di rifiuti), è in questi giorni che andrebbe visto "Gomorra", ultima fatica di Matteo Garrone (nonchè ispirato al ben più famoso romanzo del grande Roberto Saviano). Uso il condizionale perchè il nostro è un paese condizionato e condizionabile. In cui c'è chi preferisce turarsi il naso e guardare le verdi aiuole del proprio giardino, piuttosto che affrontare vis à vis le tante facce che il vecchio bel paese nasconde. Gomorra è proprio questo. Un pugno nello stomaco, una terribile scoperta, un non viaggio in un girone dantesco terribilmente reale da non poterlo classificare come semplice "mafia-movie". Non si tratta di un film sulla Camorra, nè di un semplice documentario. E' un non film, un'osservazione della  realtà con occhi diversi, cinque storie parallele e con un comune denominatore, minimo minimo: il far parte di un sistema ben oliato, funzionante e con un grande avvenire. Una macchina che mangia soldi e vite umane, incurante dello stato e del suo contorno civile. Sono uscito dalla sala del cinema senza proferire parola. Mi era sembrato di essere sceso da un treno dopo un lungo viaggio napoletano, ed essere tornato alla calma piatta di Ferrara, con le sue strade pulite, la gente silenziosa, l'ordine sovrano. Mi sentivo straniato, catapultato in un luogo finto. E mi interrogavo su che razza di paese è mai questo, e su come sia possibile ammettere con placidità l'esistenza di una realtà sociale così malata, incancrenita come quella campana (nella fattispecie, of course). Non riesco a tutt'oggi a darmene spiegazione. Ripenso alle immagini di Gomorra, al grande Servillo ed alla interpretazione surreale di attori dilettanti pescati qua e là nelle strade di Scampia. Il loro vociare forte, il sottofondo musicale (mai abusato) esclusivamente made in Naples, il culto dell'essere e dell'avere, piccoli boss di quartiere agghindati come star televisive, maniacalmente legati alla cura della propria persona, il calcio e le magliette del Napoli appese nel covo in cui si decide la vite e la morte altrui, feudatari d'altri tempi, le piccole vedette napoletane reclutate per annunciare l'arrivo delle volanti, gli scugnizzi alti non più di un metro pronti a guidare i camion nella discarica abusiva. Sono tante, forse troppe, le immagini che di questa pellicola ci restano. Speriamo che ottenga grande visibilità. In Italia, per la verità, se ne parla poco per il valore che realmente ha. La stampa estera gli ha dedicato invece ampio spazio. Come al solito sono gli altri che ci capiscono meglio... Del resto quest'italietta è sempre stata serva di dolore ostello...


postato da andreafe alle ore maggio 21, 2008 20:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: italia, politica, cinema, divagazioni, giustizia, terra, napoli, viaggi e miraggi, crisi, attualità, dante, potere, gomorra, governo, sud , saviano, malcostume

venerdì, 02 maggio 2008

Venite a ballare in Puglia?



Maggio 2008 in uno dei paesi più ricchi del mondo.... Ecco i numeri della tragedia. Sono da brivido. Li mette a disposizione l'Inail: dal primo gennaio ci sono stati 301 incidenti mortali e 270 mila infortuni (gli ultimi quattro ieri all'Ilva di Taranto). Solo in aprile sono morti 69 lavoratori e altri 57 mila si sono infortunati. Un record negativo di circa 3-4 morti al giorno che mette l'Italia all'ultimo posto in Europa....
Che c'entra il ballare in Puglia e Caparezza? Qualcosa c'entra... Leggete ed ascoltate il testo di una canzone del suo ultimo album (Le dimensioni del mio caos)... Come si chiama? "Vieni a ballare in Puglia", of course...



postato da andreafe alle ore maggio 02, 2008 13:20 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: italia, politica, giustizia, terra, satira, puglia, viaggi e miraggi, radici, caparezza, attualità, potere, tradizione, governo, sud , primo maggio, sicurezza sul lavoro

giovedì, 01 maggio 2008

primo_maggio




A tutti coloro che un lavoro non ce l'hanno,
a coloro che un lavoro lo sognano,
a quelli che un lavoro lo pagano al prezzo di sacrifici,
a coloro che per un lavoro emigrano,
a tutti quelli che per un lavoro muoiono,
Buon Primo Maggio!



inno del primo maggio

Vieni o Maggio t'aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua del lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol

Squilli un inno di alate speranze
al gran verde che il frutto matura
e la vasta ideal fioritura
In cui freme Il lucente avvenir

Disertate falangi dl schiavi
dai cantieri da l'arse officine
via dai campi su da le marine
tregua tregua all'eterno sudor

Innalziamo le mani incallite
e sian fascio dl forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dal tiranni de l'ozio e de l'or

giovinezza dolori ideali
primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date al petti il coraggio e la fé

Date fiori ai ribelli caduti
collo squardo rivolto all'aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor

                                                                        Testo di Pietro Gori
postato da andreafe alle ore maggio 01, 2008 20:06 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, eventi, divagazioni, lavoro, sinistra, viaggi e miraggi, attualità, berlusconi, primo maggio

martedì, 15 aprile 2008

Commedia all'italiana...

Torna a grande richiesta la Commedia all'Italiana. Novità negli attori non protagonisti: la Sinistra ExParlamentare. Silvio dirige nuovamente l'armata Brancaleone confidando in un ricco cast di Soliti Ignoti (o ignobili, a seconda dei gusti). Walter nel ruolo di antagonista buono, l'Umberto in quello di Lazzaro..ne risorto. Alla regia più della metà del popolo italiano... Ci sarà da ridere... Consigliato alle famiglie e a coloro cui piace ingoiare la pillola mensile senza pensarci su troppo. Sconsigliato ai deboli di cuore e agli ex comunisti. C'è il rischio di rimetterci la salute...



Ecco alcune anticipazioni e recensioni sulla stampa di Spagna (1 e 2), Francia e Gran Bretagna (quest'ultima è spassosissima). Un successo planetario....
domenica, 13 aprile 2008

Le elezioni


Ho scelto il non voto. E' triste, tristissimo... Ma lo è altrettanto l'essere letteralmente costretti a scegliere il meno peggio, il male minore di una banda di politicanti ormai dediti all'occupazione non più simbolica dei loro scranni, appesantiti da deretani ormai infiacchiti. Non è normale un paese come l'Italia. Altrove la Lega Nord sarebbe fuori legge, gli eredi di Mussolini mandati all'eterno confino e, soprattutto, non avremmo CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO (eccone la lista completa) in qualità di nostri rappresentanti (a destra come a sinistra, per tacer del centro...). E' tutto frutto di una politica malata, di un paese troppo spesso disinteressato, di una carta stampata asservita e bloccata da logiche partitico-imprenditorialistiche. Io non mi sento rappresentato da nessuno di lor signori, né riconosco questa legge elettorale quale giusto mezzo al rinnovamento della classe dirigente. Intanto in Spagna Zapatero fa ministre 9 donne contro 8 maschietti... Siamo alla frutta, direbbe qualcuno. No, qui in Italia beviamo già l'ammazzacaffè, per digerire un pasto indigesto ed un caffè amaro, molto amaro. Quel "senso d'ordine e di pulizia" che il buon Gaber chiamava "Democrazia" non c'è più. Probabilmente è utopistico ritenere sia mai concretamente esistito. Ma, quanto meno, la decenza era la misura del democratico confronto politico fino a qualche tempo fa. E se Gaber aveva ragione quando cantava di "una domenica di sole una giornata molto bella, un'aria già primaverile, in cui ti senti più pulito, anche la strada è più pulita, senza schiamazzi e senza suoni, chissà perché non piove mai, quando ci sono le elezioni", allora domani me ne andrò al parco, a respirare un po' d'aria pulita, a godermi il sole e a pensare che quest'incubo dovrà pur finire, o no?

postato da andreafe alle ore aprile 13, 2008 00:44 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria: italia, politica, trash, divagazioni, giustizia, sinistra, satira, elezioni, crisi, notturno, attualità, berlusconi, silvio, prodi, potere, governo, travaglio, gaber, cuffaro, mastella, malcostume, v-day

Chi è il viandante senza meta

Utente: andreafe
Nome: Viandante SenzaMeta
In perenne ricerca del nuovo, del diverso, il viandante senza meta scopre solo dopo lungo peregrinare la sua reale destinazione...Si rende conto che dell'albero della vita ha sempre guardato il tronco e la chioma, dimenticandone la parte vitale: le Radici....


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