













L’edizione 2008 del concertone della Notte della Taranta ha confermato tutta la grande forza di una manifestazione che negli anni è riuscita a conquistarsi un posto di rilievo fra gli eventi spettacolari di proiezione nazionale e internazionale. La kermesse melpignanese, con la sua grande capacità di proiezione mediatica, è sempre di più un potente strumento di promozione del Salento e della Puglia, punta di diamante e allo stesso tempo veicolo di un’immagine fortemente innovativa del nostro territorio, che si sta dimostrando – pur nelle difficoltà della crisi economica in atto - finalmente attrattiva in termini turistici. Agli organizzatori va riconosciuto il merito di aver saputo far crescere la loro “creatura” fino ai clamorosi risultati degli ultimi anni, apportando le dovute correzioni in corso d’opera, ed adattando progressivamente anche il progetto musicale alla natura sempre più di massa dell’evento. Infatti, a partire dalla direzione di Ambrogio Sparagna è stata abbandonata la retorica dell’innovazione e della contaminazione radicale che aveva caratterizzate le prime edizioni, ed è prevalsa, per quanto possibile, una sorta di vocazione “ecumenica” (ce n’è per tutti i gusti: gli “anziani cantori”, i più affermati gruppi di riproposta, la contaminazione, le star locali, nazionali e internazionali...) e ci si è posizionati su un suono “mediano”, che non si distacca mai troppo dal materiale tradizionale, anche se utilizza una grammatica propria di musiche più adatte a eventi di grandi dimensioni. Possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una sapiente via di mezzo fra il grande concerto rock, un festival di Sanremo più raffinato e musicalmente colto e il mega-raduno giovanile, tipo il concerto del primo maggio a Roma. Con una peculiarità determinante e in qualche modo unica (almeno nel panorama nazionale): al centro di tutto c'è una musica "di tradizione" fortemente radicata in un territorio. 













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